“La terra ha veduto il suo Salvatore”.

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La terra ha veduto il suo Salvatore“.

Oggi, Natale del Signore, viviamo fino in fondo
la verità di queste parole: la terra ha veduto il suo Salvatore.
L’hanno visto per primi i pastori di Betlemme
che, all’annuncio degli angeli,
si affrettarono con gioia verso la povera grotta.
Era notte, notte carica di mistero.
Che cosa si presentò ai loro occhi?
Un Bambino deposto in una mangiatoia,
con accanto premurosi Maria e Giuseppe.
Videro un bambino ma, illuminati dalla fede,
riconobbero in quella fragile creatura il Dio fatto uomo,
e gli offrirono i loro poveri doni.
Diedero così inizio, senza rendersene conto,
a quel canto di lode all’Emmanuele,
Dio venuto ad abitare tra noi,
che si sarebbe esteso di generazione in generazione.
Cantico gioioso, che è patrimonio di quanti, quest’oggi,
si recano spiritualmente a Betlemme,
per celebrare la nascita del Signore,
e lodano Dio per le meraviglie da Lui compiute.
Anche noi ci uniamo a loro con fede
in questo singolare incontro di lode
che, secondo la tradizione, si rinnova ogni anno a Natale,
qui, in Piazza San Pietro, e che si chiude con la benedizione,
che il Vescovo di Roma imparte Urbi et Orbi:

Urbi, cioè a questa Città che, grazie al ministero
dei santi apostoli Pietro e Paolo,
ha “visto” in modo singolare
il Salvatore del mondo.

Et Orbi, cioè al mondo intero,
in cui si è diffusa largamente
la Buona Novella della salvezza,
giunta ormai fino agli estremi confini della terra.
La gioia del Natale è così divenuta
patrimonio di innumerevoli popoli e nazioni.
Davvero, “tutti i confini della terra
hanno veduto la salvezza del nostro Dio” (Sal 97[98],  3).

 (Beato Giovanni Paolo Magno, Urbi et Orbi, 1997)

Immacolata Concezione

Immacolata concezione1. “Io porrò inimicizia tra te e la donna . . . questa ti schiaccerà la testa” (Gen 3, 15).

Queste parole pronunciate dal Creatore nel giardino dell’Eden sono presenti nella liturgia della festa odierna.

Esse sono presenti nella teologia dell’Immacolata Concezione. Con esse Dio ha abbracciato la storia dell’uomo in terra dopo il peccato originale:

“Inimicizia” tra il tentatore – il fautore del peccato – e la donna.

Questa lotta riempie la storia dell’uomo sulla terra, cresce nella storia dei popoli, delle nazioni, dei sistemi, e infine dell’umanità intera.

Questa lotta raggiunge, nella nostra epoca, un nuovo livello di tensione.

Tu, o Genitrice di Dio, sei in mezzo alla nostra storia. Sei in mezzo a questa tensione.

L’Immacolata Concezione non ti ha escluso da essa, ma ti ha radicato ancor di più in essa.

2. Oggi veniamo, come ogni anno, a te, Madonna di piazza di Spagna, consapevoli più che mai di quella lotta e del combattimento, che si svolgono nelle anime degli uomini, tra la grazia e il peccato, tra la fede e l’indifferenza o addirittura il rifiuto di Dio.

Siamo consapevoli di queste lotte che scuotono il mondo contemporaneo. Consapevoli di quella “inimicizia” che dall’origine ti contrappone al tentatore, a colui che inganna l’uomo dall’inizio, ed è il “padre della menzogna”, il “principe delle tenebre”, e insieme il “principe di questo mondo” (Gv 12, 31).

Tu, che “schiacci la testa del serpente”, non permettere che noi cediamo.

Non permettere che ci lasciamo vincere dal male, ma fa’ che noi stessi vinciamo il male con il bene.

3. O tu, vittoriosa nella tua Immacolata Concezione, vittoriosa con la potenza di Dio stesso, con la potenza della grazia.

Ecco, si china su di te Dio Padre eterno.

Ecco, si china su di te il Figlio, della stessa sostanza del Padre,

Tuo Figlio crocifisso e risorto.

Ecco, ti abbraccia la potenza dell’Altissimo: lo Spirito Santo, il fautore della santità.

L’eredità del peccato ti è estranea.

Sei “piena di grazia”.

Si apre in te il regno di Dio stesso.

Si apre in te il nuovo avvenire dell’uomo, dell’uomo redento, liberato dal peccato.

Che questo avvenire penetri, come la luce d’Avvento, le tenebre che si stendono sulla terra, che cadono sui cuori umani e sulle coscienze.

O Immacolata!

“Madre, che ci conosci, rimani con i tuoi figli”.

Amen.

 (Beato Giovanni Paolo II, Preghiera alla Immacolata Concezione, 8 Dicembre 1984)